Dietro alla reception, una scala scende con discrezione verso il centro strategico del Carl Gustaf. Sotto, nel suo ufficio in fondo a sinistra, Emmanuelle Bourgueil solleva il capo dalla grande scrivania e sorride calorosamente. Mamma di due bambini e direttrice del "Carl", l'hotel di lusso a 4 stelle di Gustavia che suo padre, Jacques Laurent, ha costruito, Emmanuelle ha imparato a gestire le interruzioni con imperturbabile autocontrollo.
Prima di arrivare ad occupare il suo posto, la strada di Emmanuelle è stata piuttosto lunga. Per la famiglia dalla quale proviene, il lavoro è sempre stato un valore di primaria importanza. Come suo padre e suo nonno prima di lei, Emmanuelle ha iniziato a lavorare per la famiglia in tenerissima età. "D'estate, mentre tutti gli altri miei amici erano fuori a divertirsi, io rimanevo in ufficio", ricorda. All'età di 36 anni suo padre creò PRB, una società che è oggi la terza impresa francese nel settore dei rivestimenti e modello di successo nell'economia nazionale.
"Mio padre era talmento assorbito dalla sua impresa che, come membri della famiglia, abbiamo finito per fare tutti quanti gruppo attorno a lui". Mia madre, Marie-Luce, divenne il suo braccio destro. Mio fratello Jean-Jacques ed io sapevamo perfettamente che il fatto di essere i figli del proprietario non ci avrebbe garantito particolari trattamenti di favore o privilegi: anzi, non solo i nostri genitori si aspettavano da noi che svolgessimo perfettamente la nostra parte di lavoro, ma ci spingevano continuamente ad andare ben al di là dei nostri limiti. Le cose non sono sempre state facili però sapevamo che loro ci sarebbero stati sempre per noi se avessimo avuto bisogno, e così è stato", racconta Emmanuelle. Fu verso metà degli anni Ottanta che la famiglia Laurent iniziò a venire a Saint-Barth. L'isola ben presto divenne la sua destinazione preferita. "Quando ci venivamo in vacanza", ricorda la direttrice del Carf Gustaf, "mio padre era solito trascorrere parte del proprio tempo a disegnare. Lo faceva per piacere, è vero, ma in realtà aveva l'animo dell'architetto e i suoi schizzi furono i primi tratti di quello che poi sarebbe diventato il Carl Gustaf". Dopo aver lavorato per la maggior parte delle sue estati a fianco del padre, venne il momento per la giovane Emmanuelle di uscire dalla cerchia familiare. La sua scelta professionale inizialmente non era ben definita. "All'inizio volevo fare l'hostess o la traduttrice all'ONU". Alla fine, decise di entrare nel campo alberghiero e di lavorare nuovamente con suo padre, il proprietario del Carl Gustaf. Un passo, quello, che avrebbe voluto dire partire da zero. "Mio padre ha sempre ritenuto fondamentale conoscere ogni singola sfaccettatura di una professione ritenendo questo l'unico sistema per diventare un manager in grado di comprendere esattamente come funziona un'impresa", precisa Emmanuelle. "Così, ho innanzitutto migliorato la mia pratica delle lingue straniere e ho approfondito le mie conoscenze amministrative e commerciali. La prima grande prova che ho dovuto superare è stata quella di riuscire a vendere il Carl in Europa e, successivamente, a New York". Quando assunse la guida dell'hotel in qualità di direttrice generale nel 1998, Emmanuelle Bourgueil era un caso rarissimo nel settore. Non solo era una delle pochissime donne alla direzione di una struttura di tale prestigio ma, a 27 anni, era anche la più giovane. "Fu una sfida a tutti gli effetti", ricorda. "L'hotel, a parte mio padre, è stato il mio più grande maestro". Sotto la sua direzione, il Carl Gustaf, che ha festeggiato il suo decimo anniversario nel 2001, ha attirato una clientela di nicchia. L'hotel è particolarmente apprezzato dagli uomini d'affari e dai giovani sposi in luna di miele, ma attira anche gli amanti delle spiagge che però apprezzano lo spettacolo del tramonto dal bar e vivere un'esperienza più classica di albergo "in città". Suo marito Christophe, ex chef e grande estimatore di vini, si occupa della gestione pratica della struttura e ha contribuito a sviluppare sia il ristorante che la cantina. "Proponiamo oltre 30 grandi cru e abbiamo una riserva di oltre 500 vini selezionati serviti à la carte, un centinaio circa dei quali provenienti dalla Loira", puntualizza Christophe, artefice, fra le altre cose, anche del lancio delle "serate gourmet" dell'hotel, delle degustazioni di vino e altri eventi particolari. Insieme, la coppia condivide i piaceri e le difficoltà insiti nella direzione di un hotel, nella crescita dei bambini e cerca di onorare il sogno dell'uomo che iniziato questa grande avventura.













